La cotta in questione è una Czech Premium Pale Lager; anche in questo caso non si tratta di una vera e propria bassa fermentazione, ma ho utilizzato il lievito secco Mangrove Jack's Californian Lager M54 la cui peculiarità è quella di produrre lager a temperature da Ale (18 - 20 °C).
CENNI STORICI
Lo stile avrebbe in realtà potuto essere boemo in esclusiva, se solo la classe politica nazionale fosse stata così lungimirante da garantire, con prontezza, la propria paternità del prodotto, attraverso strumenti come una indicazione geografica tutelata. Perché, invece, il Paese perse tanto il controllo di una denominazione della quale, a veder bene, avrebbe avuto tutto il diritto di usufruire senza alcuna “comproprietà”? Ebbene, oltre alla mancanza – nel periodo storico di cui si parla – di norme internazionali in tema di qualifiche alimentari, nell’affaire Pilsener pare abbia giocato anche l’abilità dei produttori tedeschi nell’utilizzare, contro gli omologhi e concorrenti cechi, lo stesso nazionalismo linguistico di questi ultimi. Così come dopo la Prima Guerra Mondiale, con la frammentazione dell’Impero d’Austria e la formazione della Cecoslovacchia, ci fu un movimento di riappropriazione toponomastica che portò le località grandi e piccole della cartina ha sostituire il loro nome tedesco con quello slavo, viceversa, i tedeschi si appropriano del termine tedesco Pilsener. Una dinamica convincente a tal punto da essere utilizzata come motivazione in un pronunciamento della Corte Suprema germanica, datato 1933. D’altra parte, il clima era quello per cui, da lì a pochi anni, le dispute tra Berlino e Praga avrebbero portato a qualcosa di peggiore di una baruffa attorno alla denominazione di una birra.
Passando comunque all’attualità, tra Pils tedesca e Pils boema, gli osservatori registrano alcune differenze. In particolare una maggiore intensità del colore, che qui va dal dorato pieno al dorato carico; una carica aromatica nella quale le percezioni del malto si fanno più rotonde, interessando, oltre alle panificazioni di buona cottura, anche sensazioni che possono sfiorare il caramello biondo; un gusto parallelamente più tornito e tendente all’abboccato (l’alcol ad esempio oscilla tra 4.2% e il 5.8%), per quanto bilanciato da tenori amaricanti passibili di raggiungere livelli superiori, rispetto alle cugine di Germania (le IBU vanno da 30 a 45). Tra gli esempi del genere ovviamente la primigenia Pilsner Urquell.
(Fonte: Fermento Birra)
COTTA N°12
- NOME: Ma non sa di Peroni?!
- STILE: Czech Premium Pale Lager (03B BJCP)
- TIPOLOGIA: All grain
- EFFICIENZA: 60%
- DATA: 16/09/2022
INGREDIENTI
- FERMENTABILI:
- 4.7 kg Weyermann Bohemian Pils [91.3%]
- 300 g Bestmalz Munich [5.8%]
- 150 g Bestmalz Melanoidin [2.9%]
- LUPPOLI:
- 50 g Saaz @ 60' [26 IBU]
- 30 g Saaz @ 15' [7.8 IBU]
- 20 g Saaz @ 5' [2.1 IBU]
- LIEVITO:
- Mangrove Jack's MJ54 [AA 77-82%]
- ALTRO:
- 4.5 g Acido ascorbico (E300) @ ammostamento
PROFILO DI AMMOSTAMENTO
- BETA-ALPHA AMILASI: 66 °C per 60 minuti
- MASH OUT: 77 °C per 10 minuti
PROFILO DI FERMENTAZIONE
- I primi 5 giorni a 18 °C, 1 giorno a 19 °C e poi 20 °C fino
a fine fermentazione. Alla fine delle fermentazione 5 giorni di cold crash a 4 °C.
DATI STIMATI (BREWFATHER)
- DENSITA' INIZIALE: 1.048
- DENSITA' FINALE: 1.011
- GRADO ALCOLICO: 4.9%
- AA: 76.5%
- RA: 62.7%
- EBC: 10.6
- IBU: 36
- BU/GU: 0.75
- RBR: 0.75
- LITRI: 20
DATI MISURATI
- DENSITA' INIZIALE: 1.046
- DENSITA' FINALE: 1.011
- GRADO ALCOLICO: 4.9%
- AA: 76.1%
- RA: 62.4%
- LITRI: 20
PRIMING
- 6.2 g/L - 2.4 vol CO2
IMBOTTIGLIAMENTO
- DATA: 04/10/2022
- LITRI IMBOTTIGLIATI: 19.5
ABBINAMENTO CIBO
- Sushi;
- Pizza margherita;
- Vitello tonnato;
- Pollo al curry;
- Costine con salsa barbecue;
- Lasagne al forno;
- Pulled pork;
- Hamburger;
- Paella.
👉 RICETTA 👈
Buona birra a tutti 🍻!




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